Cormorani e manutenzione idraulica. La Provincia di Oristano al fianco dei pescatori
“Ormai non sappiamo più cosa fare, ci sentiamo abbandonati e viviamo nell’indifferenza della politica regionale”. Si sentono impotenti i pescatori dei compendi ittici dell’oristanese, le cui criticità sono emerse nel corso di un incontro voluto dall’amministratore straordinario della Provincia, Battista Ghisu.
Erano presenti all’incontro Giuliano Cossu – presidente del Nuovo Consorzio Pontis di Cabras, Raffaele Manca – presidente della Cooperativa di Is Benas, Alberto Porcu – presidente della Coop. Sant’Andrea di S’Ena Arrubia, Antonio Loi – presidente del Consorzio pesca di Marceddì, Gabriele Chessa e Mauro Steri, rispettivamente presidente e responsabile settore pesca della Legacoop Oristano, Antonio Cappai -Confcooperative Oristano e Gianni Fanni – presidente Unicoop Oristano.
Le criticità evidenziate dai presenti nei rispettivi interventi sono, ormai, note da anni e fanno tutte riferimento alla Regione Sardegna, che rimane indifferente rispetto a tutta una serie di problematiche che riguardano principalmente gli indennizzi, ma non solo. “Gli stagni sono ambienti fragili da tutelare e hanno bisogno di una urgente manutenzione idraulica – ha detto Steri (Legacoop) -, ma ad oggi nessun lavoro è stato avviato”.
“Su questo ambito – ha ricordato Antonio Loi di Marceddì -, il mancato adeguamento del canale 17, tratto che collega gli stagni di Corru s’Ittiri e Corru Mannu al mare, ha causato gravi perdite nell’allevamento delle arselle e gravi morie di pesci nel corso dell’anno”. Interventi di manutenzione che, secondo Cappai (Confcoop) “dovrebbero diventare strutturali nel tempo”.
Ampio spazio nel corso dell’incontro ha avuto il problema dei danni causati dall’alto numero di cormorani. Dure le critiche verso la Regione da parte dei rappresentanti dei pescatori, che ricevono indennizzi del tutto inadeguati rispetto ai milioni di euro di danni, così come certificato anche da uno studio dell’Università di Sassari, commissionato dall’Ente regionale, come richiamato dal presidente del Nuovo Consorzio Pontis, Cossu. La criticità degli indennizzi ruota fondamentalmente tutto sulle modalità di censimento dei cormorani, stabilite con delibera di Giunta Regionale del 2015, alle quali devono attenersi gli operatori che effettuano i monitoraggi. E’ su questo argomento che risuona forte la contestazione verso la Regione. Secondo Cossu (Presidente Nuovo Consorzio Pontis Cabras) “gli uffici regionali devono prendere atto della necessità di modificare il protocollo operativo e rivedere le regole che consentano un censimento adeguato e corrispondente ai numeri reali dei cormorani presenti”.
Fanni (Unicoop Oristano), nell’auspicare altri successivi tavoli di confronto su questo tema, ha evidenziato “i rischi di un mancato ricambio generazionale dei lavoratori del comparto, visti gli importanti cali occupazionali degli ultimi anni”, come confermato anche da Manca (Coop. Is Benas).
L’inutilità dei metodi non cruenti di dissuasione sono stati evidenziati da Gabriele Chessa (Legacoop), che ha ribadito “la necessità di equilibrare la contrapposizione tra attività produttive e specie ittiofaghe protette, con giusti indennizzi e percentuali che definiscano in modo corretto il rapporto tra risorse messe a disposizione nel bilancio regionale e l’effettiva quantificazione del danno. Il 100% attuale determinato dalla Regione è del tutto fasullo”.
Cappai (Confcoop) ha lanciato l’idea di un ristoro minimo di base da integrare con successiva stima dei danni. Dall’incontro è emersa, dunque, una situazione pronta ad esplodere in protesta pubblica a Cagliari, davanti al palazzo della Regione, anche se i rappresentanti dei pescatori ritengono che la politica debba farsi carico di questa emergenza senza prese di posizione eclatanti.
L’Amministratore straordinario, Battista Ghisu, ha chiuso la riunione assicurando il proprio impegno. A seguire, la sua intervista
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